Tassi dei mutui
Tassi usurari
e
interessi moratori
Per tutelare il consumatore a trecentosessanta gradi era necessario che le norme antiusura estendessero il loro controllo a tutte le richieste di interessi, a qualsiasi titolo.
Altrimenti sarebbe stato probabile che la Legge venisse rispettata nella forma e poi in qualche modo aggirata nella sostanza. Da qui la specifica estensione dei termini anche agli interessi di mora.
In passato era abbastanza frequente che le banche utilizzassero le more sui ritardati pagamenti con intento sanzionatorio. Una sorta di multe costituite da quote fisse che, sebbene di modesto importo da un punto di vista assoluto, apparivano palesemente esagerate ed usurarie se proporzionate al debito ed ai giorni di ritardo.
Così, ai fini della determinazione dei tassi di usura, si è pensato di procedere anche alla rilevazione del tasso moratorio medio.
Il limite applicabile per evitare di ricadere nei divieti si ottiene sommando il TEGM del mutuo (Tasso Effettivo Globale Medio) alla maggiorazione mediamente osservata per i tassi di mora, aumentando il risultato del 50%.
ESEMPIO: immaginando che in uno specifico periodo il TEGM dei mutui a tasso variabile sia del 4% e la maggiorazione contrattuale per gli interessi moratori sia del 2,5% il conteggio sarà: 4% (TEGM mutui) + 2,5% (maggiorazione media interessi moratori) * 1,5 (aumento risultato del 50%) = 9,75% (tasso soglia per gli interessi moratori).
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