Come scegliere la banca giusta per il mutuo. Il problema di cambiare conto corrente. Differenza tra banche specializzate nei mutui e banche tradizionali.

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Scelta del mutuo

Banca tradizionale o specializzata?

La maggior parte dei nuovi mutui durerà da venti a trent'anni.

Vuol dire che si intratterrà con il finanziatore qualcosa di più di un fidanzamento.

Meglio far ricadere la scelta sulla vecchia banca con gli sportelli per la strada o affidarsi ad un istituto specializzato che si occupa solo di mutui?

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Banca vecchia non fa buon brodo

"Sono cliente di questa banca da tanti anni. Mi tratteranno bene senz'altro!" è un'illusione da rivedere.

La realtà è tutt'altra e cioè che la banca non ha interesse a trattare particolarmente bene i clienti affezionati. Se proprio deve fare sacrifici li farà per trovarne di nuovi!

Quindi è buona regola non sottoscrivere mai le condizioni della propria banca senza averle prima paragonate con quelle della concorrenza.

Tanto più se si tratta di mutui. A causa dei grossi importi e delle lunghe durate le differenze di costo tra un'offerta e l'altra possono raggiungere le decine di migliaia di Euro.

Cambiare conto corrente?

Ottenere il mutuo da una banca diversa vuol dire quasi sempre cambiare conto. L'idea non piace molto per il fastidio di spostare lo stipendio o gli addebiti delle bollette.

Quindi bisogna valutare se il gioco vale la candela. Quando l'offerta della propria banca differisce di un migliaio di Euro nell'arco di vent'anni, probabilmente il trambusto non sarà giustificato. Se invece le differenze sono consistenti, il disturbo e qualche ora di tempo saranno ripagati molto profumatamente.

Chi non vuole fare torto a nessuno può anche pensare di mantenere in vita due conti correnti. Purché il costo di quello supplementare sia ben compensato dallo sconto sul mutuo.

I limiti delle banche specializzate

A differenza del passato non vi è più differenza tra le soluzioni proposte dalle banche dedicate ai mutui, quelle cioè senza sportelli per la strada, e l'offerta delle banche tradizionali.

La "fame" di mutui ha infatti costretto tutto il mondo bancario a evolversi, annullando il precedente divario tecnico.

Resta a vantaggio delle specializzate che non richiedono l'apertura di conti correnti. Per contro, non potendo contare sui guadagni delle operazioni collegate al conto, salvo rare eccezioni sono costrette a richiedere tassi più alti.

Ma il vero limite riguarda le difficoltà di relazione.

Con la banca specializzata la domanda di mutuo andrà inviata per posta e qualsiasi chiarimento o sollecito dovrà essere amministrato al telefono.

Anche negli anni successivi il rapporto dovrà essere gestito con gli operatori dei call center, non potendosi fare facilmente riferimento ai loro superiori; un po' come succede quando si vuole segnalare un disagio alla compagnia telefonica.

In situazioni delicate, come in caso di difficoltà nel pagamento delle rate, il limite può emergere in maniera più sensibile.

Curiosità: e se la banca fallisce?

Sono in diversi a chiedersi cosa succederebbe alla casa se la banca che ha concesso il mutuo dovesse fallire.

Premettiamo che in Italia le banche non falliscono. In caso estremo vengono poste in liquidazione coatta amministrativa.

Il tema è comunque piuttosto delicato. L'impossibilità di rendere i depositi potrebbe infatti scatenare il caos ingenerando un meccanismo devastante al livello internazionale. Per questo quando una banca va in crisi si fa in modo che venga acquistata da un istituto patrimonialmente più solido, che ne assuma attività e passività. Nei casi estremi il salvataggio può addirittura essere effettuato dallo Stato. Ciò non esclude tuttavia ogni possibilità, soprattutto quando si manifestano crisi economiche generalizzate.

Al di là della premessa va considerato che il mutuatario non vanta crediti verso la banca. Quindi non ha ragione di temere, perché non dovrebbe riottenere nulla. La sua responsabilità resterebbe solo quella di pagare ciò che è dovuto in base al contratto di mutuo.

Quanto all'ipoteca essa rappresenta per il creditore solo un diritto di garanzia e non di proprietà. Il bene oggetto della tutela resta infatti nella titolarità del proprietario e non rischierebbe perciò di venire coinvolto nelle procedure contro la banca.

Se dunque i timori sono fondati quando si tratta dei propri depositi, non hanno ragione di essere nel caso dei debiti.



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