Mutui in valuta: i vantaggi dei tassi stranieri. Rischio di cambio. Situazioni di potenziale convenienza. Conversione in Euro.

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Mutui in valuta

Rischi delle oscillazioni valutarie

Chi viene a sapere di Stati dove i tassi dei mutui superano di poco l'1% non può fare a meno di considerare l'ipotesi di indebitarsi all'estero.

In realtà non servirebbe neanche andare così lontano. Molte banche italiane sono in grado di erogare mutui nella valuta di quei Paesi, a condizioni simili.

Ma va considerato che ciò significherà accettare un piano di ammortamento interamente regolato in tale divisa. Cioè, sia la rata che il debito residuo non saranno più espressi in Euro ma nella valuta estera prescelta.

Con la necessità, per chi ottiene i propri guadagni in Euro, di trasformarli nella moneta con cui è regolato il mutuo.

A quel punto sarà infatti come recarsi allo sportello della banca con il pacchettino di Euro in mano, farseli cambiare in valuta straniera (al tasso di cambio del momento) e quindi effettuare il pagamento con quella.

Visto che il rapporto di conversione tra le valute è in continua variazione, in termini tecnici si dirà che il cliente si è accollato il "rischio di cambio".

NOTA: La conversione di una valuta in un'altra è soggetta ad un costo a favore della banca che effettua l'operazione, detto commissione di cambio.

Inoltre il mutuo in valuta richiede di solito l'apertura di un conto corrente di appoggio nella stessa divisa del mutuo.

Va dunque premesso che il mutuo in valuta non è assolutamente raccomandabile a chi non sarebbe in grado di sopportare vere e proprie esplosioni della rata, fino al suo raddoppio e oltre.

L'opportunità di riconvertire il debito in Euro dopo una variazione sfavorevole non rappresenterebbe alcuna possibilità di recupero del danno, in quanto ciò avverrebbe al tasso di cambio aggiornato.

NOTA: l'unica eccezione a questa raccomandazione riguarda coloro che percepiscono reddito nella stessa valuta del mutuo. Essi potranno contrarre serenamente il debito in divisa straniera perché rimborsandolo con la stessa moneta non saranno assoggettati al rischio di cambio.

Fatta la debita premessa consideriamo un paio di argomenti che potrebbero indurre il ricorso al mutuo in valuta, con fini dichiaratamente speculativi.

Speculazione sulla valuta

Poiché i rapporti di cambio tra le monete tendono a seguire nel medio termine andamenti ciclici, si può cercare di approfittare di un periodo in cui l'Euro è debole per indebitarsi.

In tal modo l'eventuale rafforzamento della nostra valuta permetterà di estinguere anticipatamente il debito con una somma inferiore.

Immaginiamo per esempio un Euro sottovalutato rispetto al Dollaro USA, con rapporto di cambio di 0,85 Dollari per un Euro. Un mutuo di 100.000 Euro corrisponderebbe così ad un debito di 85.000 Dollari.

Tuttavia in caso di successivo apprezzamento dell'Euro la quantità di valuta comunitaria necessaria ad estinguere il debito scenderebbe drasticamente. Per esempio con un rapporto di cambio all'1,20 basterebbero 70.833 Euro, cioè quasi il 30% in meno della somma ottenuta all'origine!

Ovviamente il rischio di cambio potrebbe anche giocare in modo sfavorevole, aumentando il controvalore del debito.

NOTA: in caso di estinzione anticipata un ulteriore beneficio proverrebbe dalla maggiore rapidità con cui il debito viene abbattuto nel tempo, quando i tassi sono più bassi.

Per esempio, estinguendo un mutuo decennale di 100.000 Euro al 4%, dopo 5 anni si osserverà un capitale residuo di circa 55.000 Euro; ma sarebbero 52.500 nel caso di un mutuo regolato al 2% (l'argomento è trattato più estesamente nell'approfondimento "Competizione nell'ammortamento a tasso fisso e variabile").

Speculazione sul tasso

Se il differenziale tra il tasso dell'Euro e quello della valuta straniera è elevato si può valutare l'ipotesi di guadagnare sfruttando il tasso più favorevole, a condizione che il rapporto di cambio tra le due divise sia presumibilmente stabile.

Consideriamo un mutuo di 100.000 Euro da rimborsare in 10 anni. Ammettiamo la possibilità di sostenere un costo del 2% in Yen giapponesi o del 6% in Euro. Le rate originarie risulteranno essere rispettivamente di 920 e di 1.110 Euro, con una differenza tra loro di circa il 20%.

Ciò assicurerà un guadagno sul fronte degli interessi per tutto il tempo durante cui il rapporto di cambio Euro/Yen non sfavorirà l'Euro oltre il 20%. E anche in caso di sforamento di tale limite si potrà temporaneamente restare in un contesto generale positivo considerando i benefici acquisiti nei periodi precedenti.

Va anche osservato che molto dipende dal momento in cui il cambio si altera. Il risparmio realizzato con la riduzione di tasso nei primi anni, quando il debito è maggiore, produce effetti sulla spesa molto più consistenti che nei periodi successivi.

In tutti i casi converrà disporre di una clausola che permetta di riconvertire il mutuo in Euro in qualsiasi momento.

Essa potrà rivelarsi molto preziosa per consolidare eventuali guadagni o anche sfuggire a periodi potenzialmente pericolosi. Senza essere per questo costretti ad estinguere il debito.


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