Differenza tra il tasso fisso applicato al mutuo rispetto al preventivo o alla domanda. Misure per tutelarsi dagli aumenti.

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Mutui a tasso fisso

Come cambia il tasso fisso tra la domanda e l'erogazione

Con il vero mutuo a tasso fisso il tasso resta bloccato dall'inizio alla fine.

Il contratto non prevede opzioni né fa riferimento a rideterminazioni. Indica molto semplicemente un'unica cifra: il tasso a cui verrà regolato il mutuo.

Bisogna però sapere che tutta questa sicurezza si concretizza solo dal giorno dell'atto notarile in avanti.

Infatti salvo casi particolari, di solito collegati a speciali promozioni, non è possibile vincolare il tasso in vigore al momento della domanda.

La ragione è che per finanziare a tasso fisso la banca deve prima effettuare delle operazioni di copertura, il cui costo preciso diventa noto solamente nel momento in cui le realizza.

Per tale ragione il tasso applicato al contratto potrà essere definito solo il giorno della stipula notarile.

Per evitare antipatiche sorprese dell'ultimo momento sarà perciò utile premunirsi con un paio di contromisure:

    1. Scegliere una banca che proponga tassi agganciati all'IRS;
    2. Garantirsi la possibilità di cambiare contratto all'ultimo momento.


Vediamo cosa significa.

1. Scegliere una banca che proponga tassi agganciati all'IRS

La maggioranza degli istituti di credito comunica al cliente la formula di calcolo del tasso fisso con la formula:

IRS (di durata pari a quella del mutuo) + spread
Lo spread è costante mentre l'IRS può assumere ogni giorno una quotazione diversa.

Rilevando l'IRS aggiornato il cliente sarà in grado in qualsiasi momento di calcolare il tasso dell'offerta con la semplice addizione riportata sopra.

Quando invece la banca stabilisce arbitrariamente il tasso fisso da applicare in un certo periodo, senza agganciarlo all'IRS, non ci sarà modo di seguirne l'evoluzione.

Con il rischio che in momenti di tensione sui mercati il tasso cresca all'improvviso proprio nei giorni che precedono immediatamente l'atto notarile.

2. Garantirsi la possibilità di cambiare contratto all'ultimo momento

Visto che non c'è modo di bloccare il tasso fino all'erogazione, si rivelerà pratico convenire con la banca mutuante la possibilità di spostarsi su un altro tipo di contratto, qualora i tassi si alzassero significativamente.

Così, se la settimana che precede l'atto notarile il tasso fisso apparisse troppo elevato per risultare interessante, si potrà decidere di ripiegare su un contratto alternativo, per esempio una soluzione a tasso variabile con tetto massimo.

Una via di fuga per evitare di contrarre un tasso troppo oneroso rispetto alle previsioni.

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