Casi di variazione della rata fissa nei contratti di mutuo a tasso e durata variabili.

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Mutui a rata fissa e durata variabile

Quando la rata fissa... varia

Il mutuo a rata fissa e tasso variabile si è conquistato un grande interesse. A variare infatti non è la rata, con le immaginabili difficoltà di pagamento in caso di aumento, ma la durata del mutuo che si allungherà o si abbrevierà in conseguenza delle variazioni di tasso.

Tuttavia pochi sanno che la garanzia della rata bloccata non è assoluta! Anche perché di questo dettaglio, peraltro non trascurabile, si fatica a trovare traccia perfino nei Fogli Informativi.

Il problema nasce dal fatto che le banche non ammettono in nessun caso la crescita del debito. Ciò significa che se a causa dell'aumento dei tassi la rata "fissa" non fosse più in grado di rimborsare tutti gli interessi maturati, essa aumenterà comunque.

Altrimenti la conseguenza sarebbe un aumento del debito, peraltro di ben difficile amministrazione considerato il divieto per le banche di percepire interessi sugli interessi.

ESEMPIO: stipulando un mutuo a durata variabile di 100.000 Euro al 4%, di 30 anni all'origine, verrà stabilita una rata mensile fissa di 477 Euro.

Se dopo un anno i tassi crescessero al 6% la rata non basterebbe più a pagare gli interessi (491 Euro al mese). In tal caso la banca pretenderà di aumentarla.

Alcuni contratti pongono inoltre dei confini all'estensione massima della durata, prevedendo che la rata venga automaticamente adeguata in caso di potenziale superamento del limite

ESEMPIO: tornando all'esempio precedente si consideri una banca che stabilisca il limite di 5 anni per l'estensione massima della durata di mutuo (35 anni totali).

Se dopo un anno i tassi crescessero oltre il 4,6% la rata dovrebbe aumentare, altrimenti il rimborso si estenderebbe oltre i 35 anni consentiti (perché 4,6% è il tasso di ammortamento di un mutuo di 34 anni con una rata di 477 Euro su un debito di 98.239 Euro, il capitale residuo dopo il primo anno).

Insomma la rata è fissa sì, ma solo fino a un certo punto!

NOTA: in caso di superamento dell'estensione massima di durata ammessa, al posto dell'aumento della rata alcuni contratti prevedono l'accumulo della quota capitale non pagata.

Esso dovrà essere rimborsato alla fine mutuo. Qualche banca ne prevede perfino il rientro con un pagamento rateale in diversi anni, alla fine del mutuo.


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