Metodo di calcolo della nuova rata di mutuo dopo l'aggiornamento del tasso variabile.

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Rata di rimborso del mutuo

Ricalcolare la rata
quando cambia il tasso

Chi contrae un mutuo a tasso variabile si troverà periodicamente di fronte alla modifica della rata di rimborso.

Il metodo di calcolo del nuovo importo è piuttosto semplice. Per effettuarlo basterà conoscere quattro elementi:

    1. la quotazione assunta dall'indice di riferimento (di solito l'Euribor) al momento previsto per la rilevazione del nuovo tasso;
    2. l'entità dello spread (scritto chiaramente nel contratto di mutuo);
    3. il debito residuo al momento della variazione (si rileva facilmente sul più recente piano di ammortamento ricevuto dalla banca);
    4. la durata residua del finanziamento.

Prima di tutto bisognerà ricavare il tasso aggiornato sommando il valore del parametro allo spread.

ESEMPIO: un mutuo potrebbe essere regolato con un tasso pari alla "Media Euribor 3 mesi del mese precedente" + spread dell'1,50%.

Bisognerà perciò rilevare il valore del suddetto indice sul giornale o su Internet, anche in questo sito.

Poniamo che il valore aggiornato di tale media quoti il 2,85%. Il nuovo tasso sarà 2,85% (valore dell'indice) + 1,50% (spread) = 4,35% (tasso aggiornato).

A quel punto la rata risulterà facilmente determinabile usando una calcolatrice mutui disponibile su Internet.

ESEMPIO: consideriamo un debito residuo di 85.570 Euro, una durata residua di 12 anni e 3 mesi ed un tasso aggiornato al 4,35%, a seguito di un aumento dello 0,25% (vecchia rata di 741 Euro).

Utilizzando la calcolatrice del Piano di Ammortamento contenuta in questo sito si inseriranno i valori di tasso e capitale nelle rispettive caselle.

Quanto agli "anni" bisognerà solo preoccuparsi trasformare il tempo in cifra decimale dividendo per 12 il numero di mesi residui. Poiché 12 anni e tre mesi sono in tutto 147 mesi il calcolo sarà 147 / 12 = 12,25 anni.

La macchina risponderà provvedendo la nuova rata (752 Euro, ovvero 11 Euro in più sulla precedente) ed anche il piano di ammortamento aggiornato.

Chi non vuole perdersi nei meandri della matematica può utilizzare la seguente tabella che ha però carattere puramente indicativo e funziona bene solo con tassi vicini al 5%.

Il coefficiente ricavato all'incrocio tra la durata residua e la differenza di tasso è riferito ad un importo di 1.000 Euro

Durata
Differenza di tasso
residua
0,25%
0,50%
0,75%
1,00%
2 anni
€ 0,11
€ 0,22
€ 0,34
€ 0,45
4 anni
€ 0,11
€ 0,23
€ 0,34
€ 0,46
6 anni
€ 0,12
€ 0,23
€ 0,35
€ 0,47
8 anni
€ 0,12
€ 0,24
€ 0,36
€ 0,48
10 anni
€ 0,12
€ 0,25
€ 0,37
€ 0,50
12 anni
€ 0,13
€ 0,25
€ 0,38
€ 0,51
14 anni
€ 0,13
€ 0,26
€ 0,39
€ 0,52
16 anni
€ 0,13
€ 0,27
€ 0,40
€ 0,54
18 anni
€ 0,14
€ 0,27
€ 0,41
€ 0,55
20 anni
€ 0,14
€ 0,28
€ 0,42
€ 0,56
22 anni
€ 0,14
€ 0,29
€ 0,43
€ 0,58
24 anni
€ 0,15
€ 0,29
€ 0,44
€ 0,59
26 anni
€ 0,15
€ 0,30
€ 0,45
€ 0,60
28 anni
€ 0,15
€ 0,30
€ 0,46
€ 0,62
30 anni
€ 0,15
€ 0,31
€ 0,47
€ 0,63

ESEMPIO: riprendendo l'esempio utilizzato più sopra si potrà cercare di ricavare la differenza di rata usando la tabella.

All'incrocio tra una durata residua di 12 anni ed un aumento di tasso dello 0,25% il coefficiente è 0,13 Euro. Poiché è riferito a 1.000 Euro si tratterà di proporzionarlo al mutuo moltiplicandolo per il debito residuo e dividendolo per 1.000, così: 0,13 Euro (coefficiente della tabella) x 85.570 (debito residuo) / 1.000 = 11 Euro; che coincide con il valore ricavato analiticamente nell'esempio precedente.


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