Problemi e soluzioni dei mutui a minorenni o interdetti. Autorizzazione del Giudice per le operazioni straordinarie degli incapaci.

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Obbligazioni contrattuali

Quando il mutuo coinvolge
minori o incapaci

Esaminare questo tema dal punto di vista strettamente giuridico è un conto. Affrontarlo in termini pratici è tutt'altra cosa.

Cominciamo con le considerazioni normative. Secondo il nostro ordinamento i soggetti che non dispongono della piena capacità di agire possono comunque stipulare mutui. O anche concedere la garanzia ipotecaria in veste di terzi datori di ipoteca.

Ovviamente non potranno esprimere direttamente una loro volontà, ma al loro posto potranno intervenire i rispettivi rappresentanti legali. Di solito i genitori per i figli minorenni, e il tutore per gli interdetti.

Essi non potranno tuttavia agire di propria iniziativa, perché questo tipo di operazioni "straordinarie" deve sempre essere autorizzato dal giudice.

Quindi, qualora si dovesse operare in tal senso bisognerà preoccuparsi di attivare le procedure per l'ottenimento del consenso del magistrato. Che lo concederà a condizione che l'operazione avvenga nel rispetto dei diritti dei soggetti tutelati.

Veniamo ora agli aspetti pratici. La realtà è che nessuna banca è disposta a concedere mutui che coinvolgano minori o incapaci, per le enormi difficoltà che ciò potrebbe comportare nel caso di escussione forzata del debito.

Potranno tuttavia essere considerate situazioni di imminente risoluzione, come la concessione della garanzia ipotecaria da parte di minorenni prossimi alla maggiore età.

Attenzione però che anche in tali casi la filiale bancaria richiederà l'autorizzazione all'ufficio legale della direzione, i cui tempi di risposta si preannunciano sempre piuttosto lunghi.

SUGGERIMENTO: Nei mutui per acquisto in cui il problema riguarda la concessione della garanzia ipotecaria da parte di minori si può cercare di risolvere il problema impostando l'operazione con un'inversione nell'ordine degli atti notarili.

Si potrebbe cioè sottoscrivere l'atto di mutuo prima della compravendita, facendo intervenire il venditore come terzo datore di ipoteca. La successiva vendita comporterebbe così l'acquisto dell'immobile già ipotecato e gravato dal debito.

Sempre che il complesso dell'operazione non leda i diritti dei minori, la soluzione è vista di buon occhio dalla magistratura. Nel contempo la banca conterrà i propri timori sulle opportunità di procedura, considerato che il contratto di mutuo non avrà coinvolto soggetti minorenni, tanto più se ragionevolmente prossimi alla maggiore età.



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