Luglio 2021 - Che mutuo fa oggi: situazione, tendenze e previsioni

Che mutuo fa oggi?

Luglio 2021 - Con l’Italia tutta in zona bianca l’economia nazionale si rimette in moto.

Il rimbalzo parte proprio dal settore immobiliare, tradizionalmente considerato una sentinella che anticipa di sei mesi l’andamento economico generale. Dopo aver visto qualche raggio di speranza già nel secondo semestre 2020, ora le cupe previsioni di un anno fa sembrano lasciare spazio al sereno. L’uscita dalla crisi Covid-19 pare più veloce di quanto potessimo immaginare, tanto che nei primi 4 mesi del 2021 i mutui con finalità acquisto accelerano la crescita (+52,1% sul 2020, +37,3% sul 2019), come rilevato dall’ultimo Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia.

La casa rimane un progetto centrale per gli italiani. E non sono solo i giovani a cercarla, spinti dalle agevolazioni introdotte dal governo Draghi per gli under 36 (vedi anche: Mutuo giovani, che cos'è?), ma l’interesse è generalizzato. Effetto pandemia? Sicuramente il lock-down ha aumentato l’aspirazione ad avere un maggiore comfort abitativo: oggi si cercano abitazioni più grandi, con una stanza in più da dedicare allo smart working, dotate di giardino o almeno di terrazzo. Crolla il mito del centro città: ci si sposta anche in zona periferiche, purché dispongano di servizi e spazi verdi.

Le famiglie che vorrebbero una nuova abitazione sono 3,3 milioni, in crescita rispetto ai 2,4 milioni dell’anno scorso (indagine Nomisma). E’ anche vero che solo 800mila si sono già mosse verso l’acquisto, hanno avviato l’istruttoria per un mutuo o hanno la liquidità per portare a termine il proprio intento. Insomma, il desiderio c’è, ma resta comunque una certa prudenza: se in questi mesi qualcuno ha aumentato i propri risparmi, costretto a casa dal lock-down, per altri c’è grande incertezza sul reddito e sul futuro lavorativo. In ogni caso, se la previsione regge si arriverà a 629mila transazioni per fine 2021 (558mila a fine 2020).

Di fronte a questo vivace interesse per il mattone le agenzie immobiliari si sono ritrovate a fare gli straordinari, mentre le banche rimangono ingolfate nella gestione delle richieste. Difficile smaltire i ritardi accumulati, anche a causa di una percentuale ancora bassa di organico bancario "in presenza" e alla continua riduzione di sportelli sul territorio. Quando si fa una proposta d’acquisto, allora, nel calcolo delle tempistiche è bene tener conto della possibile difficoltà di fissare un appuntamento in banca in tempi ragionevoli.

Infine, la domanda più gettonata: meglio un mutuo a tasso fisso o variabile (Per maggiori approfondimenti vedi: Meglio mutuo fisso o variabile?)? Innanzitutto, come rilevato dal rapporto mensile Abi, i tassi restano a minimi storici, anche se in leggero rialzo: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si attesta all'1,43% (era all'1,37% ad aprile 2021 e al 5,72% a fine 2007). In particolare, il 2021 ha visto una leggera risalita dell’indice di riferimento del tasso fisso, l’Eurirs: circa mezzo punto da inizio anno. Questo tipo di mutuo resta però il protagonista della scena, perché lo scarto con il variabile rimane comunque minimo. Una prospettiva che non subirà alcuna variazione nell’immediato e rimarrà probabilmente simile almeno per il prossimo anno e mezzo. Il tasso variabile resta di fatto non consigliabile, se non in rari casi, come mutui di durata molto limitata.