Aumento al 2% dell'imposta sostitutiva sul mutuo: casi in cui viene determinata e criteri di applicazione.

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Imposta sul mutuo:
quando l'aliquota è maggiorata

Dover pagare una tassa sul mutuo non è un concetto facile da digerire. Se poi risucchia importi nell'ordine dei duemila Euro... diventa perfino indigesto.

L'idea di ottuplicare l'accettabile imposta sostitutiva dello 0,25% è venuta a qualcuno nel 2004. Da allora la persona fisica che ottenga un mutuo destinato ad acquisto, costruzione o ristrutturazione della seconda casa, deve corrispondere una tassa pari al 2% del finanziamento.

Come si identifica allora la "prima casa", esentata dal pesante balzello? Il Decreto Legge 220/2004 stabilisce che è da considerarsi tale quella per cui ricorrono le condizioni stabilite per l'applicazione dell'imposta di registro agevolata sulla prima casa, ovvero:

  • L'unità interessata non deve essere di lusso (secondo quanto specificato nel Decreto 1072 del 2/8/69) e deve trovarsi nel Comune in cui l'acquirente lavora oppure in quello dov'è residente.

  • L'interessato non deve risultare proprietario esclusivo o in comunione con il coniuge di altra abitazione nello stesso comune. Né di qualsiasi altra abitazione (in tutta Italia) acquistata con le agevolazioni prima casa. L'usufrutto è equiparato alla proprietà.

Poiché la responsabilità di accertare la sussistenza dei requisiti non può essere delegata alla banca, è richiesto che tutti i mutuatari rilascino una propria dichiarazione in merito, che verrà inserita nel contratto di mutuo.

Qualora il mutuo sia cointestato e solo alcuni degli intestatari godano dei requisiti "prima casa", il calcolo verrà effettuato con modalità proporzionale.

ESEMPIO: tre fratelli richiedono un mutuo di 100.000 Euro, ma solo uno di loro dispone dei requisiti per l'applicazione dell'imposta ridotta.

Poiché la frazione del debito che lo riguarda sarà pari a 33.333 Euro (100.000/3) si applicherà l'imposta dello 0,25% a questa quota. Sull'importo complementare di 66.667 Euro verrà calcolata l'imposta nella misura del 2%. Totale: 33.333 x 0,25% + 66.667 x 2% = 1.416,67 Euro.



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