Istruttoria Mutuo: Ridurre Spesa Certificati

Come ridurre la spesa per le certificazioni anagrafiche

Spese mutui

L'elenco di certificati richiesti dalla banca per l'istruttoria del mutuo è sempre piuttosto lungo. Certificato di residenza, certificato di stato libero, stato di famiglia...

A parte il fastidio di recarsi all'anagrafe (ma in alcuni Comuni esiste un servizio di consegna a domicilio) l'impatto sui costi potrebbe non essere trascurabile.

Essendo prevista l'applicazione della Marca da bollo di 16 Euro su ogni certificato, il costo globale delle certificazioni può divenire improponibile se nel mutuo sono coinvolte diverse persone.

Per ridurre la spesa si può scegliere allora di richiedere un Certificato Contestuale, chiamato anche Certificato Cumulativo.

Questo documento può includere contemporaneamente diverse certificazioni, a volte tutte quelle necessarie. Ovviamente solo in capo allo stesso soggetto.

Se disponibile si può cercare di utilizzare anche un vecchio certificato ottenuto in precedenza per altri scopi, che la banca accetta di buon grado se non risulta eccessivamente datato.

Per ridurre drasticamente i costi alcuni ricorrono alla richiesta dei certificati in carta libera, che alla banca vanno bene tanto quanto quelli in bollo.

Il rilascio comporta però che vengano precisate allo sportello anagrafico la destinazione d'uso dei certificati e la norma che autorizza l'esenzione dal bollo. La casistica è molto ampia ed include per esempio:

  • Certificati richiesti dalle società sportive - (Legge 23 dicembre 2000 n. 388 - art. 33 comma 4).
  • Fideiussioni e garanzie sussidiarie (Legge 9 maggio 1975 n. 153 - art. 16).
  • Assegni per il nucleo familiare (allegato B del D.P.R. 26/10/1972 n. 642 - art. 9).
  • Rilascio abbonamenti per trasporto persone (allegato B del D.P.R. 26/10/1972 n. 642 - art. 24).
  • Perfezionamento pratiche di separazione e divorzio (Legge 6 marzo 1987 n. 74 - art. 19).
  • Atti per organizzazioni non lucrative di utilità sociale Onlus (Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 - art. 17).

Va detto però che il ricorso a questo stratagemma non è visto di buon occhio da alcuni ufficiali di anagrafe, che lo giudicano un'evasione dell'imposta di bollo.

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