Mutuo Professionisti - Telemutuo

Quali opportunità per i mutui ai professionisti?

Le banche storcono sempre il naso quando si tratta di finanziare qualcuno che non lavora alle dipendenze di un'azienda, con poche eccezioni. La più rilevante riguarda i liberi professionisti, anche se non in termini generalizzati.

Vediamo allora quali aspetti rilevano nelle valutazioni che le banche elaborano quando si tratta di concedere un mutuo a un professionista.


Indice della pagina:

1. C'è professionista e professionista
2. L'importanza dell'anzianità professionale
3. Poche illusioni sulle ipotesi di redditività futura
4. Le convenzioni dedicate ai mutui per professionisti


C'è professionista e professionista


Non tutte le categorie di professionisti sono apprezzate allo stesso modo. Come principio generale vengono considerate affidabili le professioni per cui la pressione del lavoro sembra non esaurirsi mai. A titolo esemplificativo si pensi ad avvocati, notai, commercialisti, medici e farmacisti.

Una via di mezzo riguarda chi opera in settori più sensibili agli umori dell'economia, come architetti, consulenti e periti. In tempi di crisi vengono valutati con più attenzione.

Vi  sono poi professionisti la cui redditività è correlata alle proprie doti personali più che al settore di appartenenza ed è il caso degli artisti.

All'interno di ogni macrocategoria vengono poi valutate le declinazioni, aspetto di una certa rilevanza soprattutto nel variegato mondo dei servizi medici. Specializzazioni in ambiti  inflazionati comporteranno analisi della richiesta di mutuo più severe.


L'importanza dell'anzianità professionale


Nel caso dei professionisti la questione dell'anzianità influisce sulle valutazioni più che per qualsiasi altra categoria!

Con un'attività professionale che produce redditi stabili o addirittura in crescita da 5 anni o più non si incontreranno difficoltà nell'avvicinamento al mutuo. Per non parlare degli studi professionali storici, che hanno dimostrato di saper amministrare con successo tutte le criticità che i lunghi periodi sono in grado di presentare.

In questi casi, forse gli unici, la banca potrebbe trovarsi a preferire il professionista perfino rispetto al tanto prediletto percettore di busta paga!
 
Per contro, ottenere un mutuo quando l'attività professionale è ancora all'inizio potrebbe rivelarsi impossibile. Prima di avere presentato almeno due dichiarazioni dei redditi sarà difficile anche ottenere semplicemente l'esame della richiesta di mutuo. Il che sottintende l'esaurimento di un biennio intero di attività come minimo.

Superata questa soglia la porta tenderà ad aprirsi, anche se ci vorrà qualche tempo ancora prima che i "sospetti" sulla certezza di continuità del reddito vengano rimossi.


Poche illusioni sulle ipotesi di redditività futura


I giovani che hanno intrapreso da poco l'attività professionale sanno di poter contare su un naturale graduale incremento della clientela e quindi del reddito.

Così quando si è in cerca di un mutuo diventa naturale condividere con la banca gli entusiasmi correlati a tale potenzialità, in grado di consentire nel tempo anche il pagamento di rate che inizialmente potrebbero apparire onerose.

Ma non bisogna illudersi. Le banche esamineranno freddamente solo i numeri delle dichiarazioni dei redditi conseguiti in precedenza, senza considerare minimamente quelli potenziali del futuro, pur in presenza di una tendenza alla crescita.

Un comportamento dannoso per il professionista ai primi anni di attività, che potrebbe perciò trovarsi costretto ad accontentarsi di una casa intermedia, diversa da quella che rappresenta il proprio obiettivo di profilo abitativo. Che potrà essere acquistata solo qualche anno dopo, quando le previsioni si tradurranno in fatti. Ma con la dispersione di costi e energie che ciò comporta.


Le convenzioni dedicate ai mutui per professionisti


Diversi ordini professionali hanno sottoscritto convenzioni con istituti di credito per la concessione di mutui agli iscritti al proprio Albo.

E le categorie più forti sono talvolta riuscite a spuntare condizioni straordinariamente favorevoli! Una buona ragione per contemplare sempre nel ventaglio delle ipotesi anche le convenzioni stipulate dal proprio ordine professionale.

Peraltro a volte si tratta di accordi che potrebbero deludere, risultando datati e non più interessanti. Oppure incapaci di competere con la forza di promozioni destinate a un pubblico più ampio in determinati periodi.

Poiché quello dei  mutui è un mercato in continuo movimento non bisogna nemmeno lasciarsi condizionare dalla soddisfazione dei colleghi nell'ottenimento del loro mutuo. Nel tempo le cose cambiano. Se si vuole trovare il mutuo migliore la parola d'ordine imperante resterà sempre "confrontare".