Mutuo per precari (atipici)
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Mutui per Lavoratori Precari (atipici)

Il lavoro precario costituisce senza dubbio una delle peggiori piaghe del contesto lavorativo italiano.

Con ricadute prepotenti sulle scelte a lungo termine delle tante persone coinvolte. Ne viene infatti investita frontalmente l'esperienza finanziaria, con un accesso al credito complicato se non impossibile.

Considerata l'enorme platea di potenziali clienti alcune banche hanno tuttavia valutato soluzioni per concedere un Mutuo a precari.

Quand'è che la porta di un mutuo per un lavoratore atipico si apre e quando rimane serrata? Vediamo.


Indice della pagina:

1. La dimensione del problema
2. Quando è inutile provare
3. L'eccezione dei mutui a docenti precari
4. Requisiti minimi del lavoratore atipico
5. Le possibili soluzioni


La dimensione del problema


Quella del lavoro temporaneo è una realtà caratteristica in alcuni ambiti professionali. A partire da quello dell'istruzione, dove i contratti di supplenza si susseguono sistematicamente senza consolidarsi in impieghi di ruolo, per arrivare al settore turistico dove è solo naturale che i rapporti di lavoro abbiano carattere stagionale.

Difficile calcolare quanti siano i lavoratori atipici in Italia, ma l'ordine di grandezza è impressionante, si parla di milioni di persone!

Nonostante l'enormità di questo mercato e anche di fronte a una sorta di continuità esplicita, con contratti che si estinguono e si rinnovano con gli stessi datori da lavoro da anni, le banche tendono a non accettare il rischio. Paradossalmente spesso più contenuto di altre situazioni in cui il contratto a tempo indeterminato non provvede certezze di continuità per via di un datore di lavoro di modeste dimensioni.

Abbiamo spesso lottato con gli istituti di credito, per esempio per sostenere che finanziare un cuoco che da molti anni cucina d'inverno in una baita e d'estate su una spiaggia, sempre presso gli stessi due operatori commerciali, non corre rischi di perdita del lavoro; almeno non più di quelli di un collega assunto tutto l'anno presso la medesima struttura. Incredibile, ma niente da fare!

Solo provvedendo il sostegno complementare indicato alla fine di questa pagina si può riuscire a individuare una soluzione.


Quando è inutile provare


Fermo restando che i mutui per lavoratori atipici rappresentano sempre una sfida, ci sono casi in cui è proprio inutile provare.

La situazione peggiore è quella dei lavoratori con contratto a chiamata. Dal punto di vista bancario vengono parificati a… chi è disoccupato!

Nel caso di contratti a tempo determinato discontinui ci si trova ugualmente in difficoltà. Soprattutto quando gli intervalli tra un contratto e l'altro superano i sei mesi ci si ritrova con possibilità prossime a zero.

Altra criticità è quella di un contratto con scadenza imminente. Se il termine dell'occupazione è prevista entro 4 mesi dalla richiesta del mutuo, difficilmente il reddito che produce verrà considerato ai fini della concessione di un mutuo.

Questo limite potrebbe tuttavia essere superato qualora il datore di lavoro si rendesse disponibile a confermare anticipatamente la riassunzione attraverso una dichiarazione scritta.


L'eccezione dei mutui a docenti precari


Sebbene non sia la norma, abbiamo osservato un po' di apertura nello specifico caso dei mutui a docenti precari che dimostrino contratti di lavoro che si sono ripetuti negli ultimi 5 anni. Un po' di buonsenso che fa piacere!

D'altra parte si tratta di situazioni in cui è presumibile attendersi il reimpiego fino all'assunzione di ruolo.

Si tratta di un vera e propria eccezione, per nulla diffusa e non rilevata per altre categorie di lavoratori precari. Un consulente TeleMutuo potrà amministrare una richiesta del genere in modo che ottenga le massime possibilità di successo.


Requisiti minimi del lavoratore atipico


Alcune banche hanno confezionato specifici mutui per lavoratori atipici. Non bisogna illudersi che siano rilasciati senza la richiesta delle ulteriori garanzie indicate all'ultimo sottotitolo di questa pagina, tuttavia hanno il pregio di valorizzare almeno parzialmente il reddito del lavoratore precario, attribuendogli un doveroso livello di dignità professionale.

Affinché ciò avvenga devono tuttavia risultare soddisfatte alcune condizioni. Di solito viene valutato favorevolmente il lavoratore precario che ha lavorato almeno 18 mesi negli ultimi due anni e che risulta impegato continuativamente negli ultimi 6 mesi. Come si diceva più sopra è pure indispensabile che al momento della richiesta del mutuo il contratto in corso abbia una durata residua di almeno 4 mesi.

Lavoratori atipici che soddisfano i suddetti criteri verranno ritenuti in grado di sostenere una rata di mutuo proporzionale al loro reddito, ma nella pratica bancaria ciò non escluderà la pretesa di una delle ulteriori garanzie indicate qui di seguito.


Le possibili soluzioni


Le possibili soluzioni passano da una riduzione del rischio finanziario o dall'incremento delle garanzie personali.

La prima strada è riservata ai pochi che possono disporre di un certo capitale oppure possono chiedere ai propri genitori o ad altri di metterlo a garanzia del mutuo. Si tratta di investire una buona quantità di risparmi acquistando titoli da detenere in un deposito presso la banca mutuante, vincolato al mutuo.

Significa che il deposito funzionerà autonomamente e indipendentemente dal mutuo, consentendo ai titolari di effettuare operazioni di acquisto e di vendita, a condizione che il controvalore globale dei titoli non si riduca. Tuttavia, essendo vincolato al mutuo, in caso di ripetuta insolvenza delle rate i titoli potranno essere venduti e utilizzati per rimborsare il dovuto, ovviamente per la sola quota mancante.

Un'ipotesi del genere è benvista dagli istituti di credito, attratti dall'opportunità di guadagnare sia sul mutuo che sulle commissioni di investimento, riducendo contemporaneamente il rischio di insoluto del credito a livelli minimi.

L'altra strada, più classica e comune, comporta l'intervento di un garante dotato di reddito stabile e non troppo striminzito. In questo senso sono da preferire i familiari stretti, cioè le persone che nella realtà accorrerebbero comunque spontaneamente in aiuto del debitore in difficoltà.

Attenzione ai garanti volenterosi che però, per via dell'età, risulterebbero troppo anziani all'epoca in cui il mutuo terminerà. Aspetto che fa decadere quasi sempre la possibilità di coinvolgere nonni bendisposti.

Per una valutazione sulla consistenza dei garanti dal punto di vista bancario si veda la pagina Requisiti di un buon garante.