I migliori mutui di oggi

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Rata € 837.92 al mese x 20 anni
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BNL - Mutuo BNL Spensierato
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Rata € 590.29 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.95% - Tan: 3.7%


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BNL - Mutuo BNL Spensierato
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Intesa Sanpaolo - Mutuo domus fisso LTV100
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Rata € 944.93 al mese x 20 anni
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Crédit Agricole - Mutuo Base Fisso
Surroga
Rata € 566.18 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.37% - Tan: 3.23%


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Intesa Sanpaolo - Mutuo domus fisso
Surroga
Rata € 574.83 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.53% - Tan: 3.4%


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CheBanca! - Mutuo Fisso
Surroga
Rata € 597.06 al mese x 20 anni
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BNL - Trasforma mutuo BNL Spensierato
Surroga
Rata € 605.98 al mese x 20 anni
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Banco BPM - Mutuo Casa Tasso Fisso Last Minute Green
Ristrutturazione
Rata € 553.6 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.24% - Tan: 2.98%


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Crédit Agricole - Mutuo Base Fisso Over 36
Ristrutturazione
Rata € 563.15 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.42% - Tan: 3.17%


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Intesa Sanpaolo - Mutuo domus fisso
Ristrutturazione
Rata € 574.83 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.71% - Tan: 3.4%


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CheBanca! - Mutuo Fisso
Ristrutturazione
Rata € 586.66 al mese x 20 anni
Tasso: fisso - Taeg: 3.88% - Tan: 3.63%


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Azione revocatoria fallimentare: cos'è e come funziona

Quando si parla di acquisto di un’abitazione di proprietà può essere utile sapere cos’è e come funziona un’azione revocatoria fallimentare, ovvero lo strumento con cui, dopo una dichiarazione di fallimento, si recuperano i beni mobili ed immobili di una persona fallita. Approfondiamo meglio l’argomento.

Cosa significa azione revocatoria fallimentare?

L’azione revocatoria fallimentare è lo strumento utilizzato dal curatore fallimentare per ricostituire il patrimonio della persona fallita e tutelare gli interessi dei creditori. L’azione revocatoria priva di effetti gli atti compiuti dal fallito prima della dichiarazione di fallimento, in modo da rendere così disponibili i suoi beni ai creditori.

In questo modo il curatore garantisce il loro diritto a rifarsi equamente sul patrimonio del debitore.

Chi esercita l'azione revocatoria fallimentare?

Come già anticipato, l’azione revocatoria fallimentare è esercitata dal curatore fallimentare. Si tratta di un pubblico ufficiale nominato dal tribunale dopo una sentenza di fallimento, che ha il compito di amministrare il patrimonio del fallito in modo da soddisfare al massimo gli interessi dei creditori.

Tale ruolo può essere svolto da avvocati, commercialisti o anche da studi professionali ed associati. Non possono essere scelti come curatori i parenti del fallito, i creditori o chiunque si trovi in una situazione di conflitto di interessi. 

Legittimazione dell’azione revocatoria

Il curatore presenta l’azione revocatoria fallimentare di fronte al tribunale che ha dichiarato il fallimento del debitore, entro un termine di tre anni dalla dichiarazione di fallimento o entro cinque anni dal compimento dell’atto

Atti revocabili: a titolo gratuito, a titolo oneroso e crediti

Ma quali atti del fallito sono annullabili dalla revocatoria fallimentare? Di norma si tratta di atti che possono essere considerati “anomali”. Tutti quegli atti, cioè, con cui si teme che il debitore, sapendo di essere sul punto di fallire, abbia provato a liberarsi delle sue proprietà per evitare che finissero in mano ai creditori. La legge stabilisce regimi diversi per gli atti a titolo oneroso, gli atti a titolo gratuito o per il pagamento di crediti. 

Gli atti a titolo gratuito sono annullati automaticamente se compiuti nei due anni precedenti la dichiarazione di fallimento. Vengono annullati anche i pagamenti di crediti con scadenza successiva o nel giorno della dichiarazione di fallimento. Anche in questo caso l’operazione deve aver avuto luogo nei due anni precedenti alla dichiarazione. 

Per quanto riguarda, invece, gli atti a titolo oneroso sono annullabili quattro tipi di atto compiuti nell’anno e 6 mesi che precedono il fallimento:

  • Gli atti in cui le prestazioni del fallito superino di oltre un quarto ciò che a lui è stato dato o promesso;
  • Gli atti che estinguono debiti pecuniari scaduti effettuati con mezzi di pagamento anomali, cioè non effettuati con denaro o mezzi normali di pagamento;
  • Pegni, anticresi e ipoteche volontarie relativi a debiti preesistenti non scaduti; 
  • Pegni, anticresi e ipoteche giudiziali o volontarie relativi, invece, a debiti scaduti.

Quali sono i casi di esenzione dalla revocatoria fallimentare

Alcuni atti non possono essere sottoposti all’azione revocatoria fallimentare. Sono incluse tra le eccezioni sette categorie di atti:

  • I pagamenti di beni e servizi compiuti nell’esercizio dell’attività d’impresa.
  • Le rimesse su conto corrente bancario, sempre che non abbiano ridotto considerevolmente l’esposizione debitoria del fallito nei confronti della banca.
  • Le vendite o gli atti preliminari di vendita a giusto prezzo riguardanti immobili dedicati ai seguenti scopi: 
    • Principale abitazione dell’acquirente o dei suoi parenti/affini fino al terzo grado
    • Sede principale dell’impresa dell’acquirente.
  • Gli atti, pagamenti e garanzie concessi su beni del debitore.
  • Gli atti, pagamenti e garanzie concessi in esecuzione di un concordato preventivo o dell’amministrazione controllata.
  • I pagamenti per prestazioni di lavoro di dipendenti e collaboratori.
  • I pagamenti di debiti liquidi per prestazioni relative all’accesso alle procedure concorsuali di amministrazione controllata e di concordato preventivo.

Quali sono le azioni revocatorie “speciali”

Alcuni atti non sono necessariamente “immuni” all’annullamento con revocatoria fallimentare, ma possono sono invece soggetti ad azioni diverse, le cosiddette revocatorie speciali. Nello specifico si applicano su atti che intaccano patrimoni destinati ad uno specifico affare, su pagamenti di cambiali scadute e su atti fra coniugi. 

Immobili e azione revocatoria fallimentare

Attenzione, quindi: è importante sottolineare che la legge esclude dalla revocatoria fallimentare i contratti di vendita di immobili ad uso abitativo in presenza di due condizioni. Innanzitutto la vendita deve avvenire a giusto prezzo; in secondo luogo l’immobile dev’essere destinato a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o dei suoi parenti o affini, oppure destinato ad essere la sede principale dell’impresa dell’acquirente.

L’esclusione riguarda anche i contratti preliminari di vendita, purché siano stati trascritti.

In questo modo la legge tutela sia l’acquirente in buona fede sia l’acquirente che è consapevole dello stato di insolvenza del venditore al momento della conclusione del contratto. 

Mutuo ed azione revocatoria fallimentare

Che cosa succede, invece, nel caso una persona dichiari il fallimento e non abbia più fondi a disposizione per corrispondere le rate del mutuo? in questo caso la banca che ha concesso il finanziamento si è già tutelata in sede di stipula attraverso l’iscrizione dell’ipoteca e potrà quindi agire a livello giuridico per far valere i propri diritti. 

Differenza con azione revocatoria ordinaria

La principale differenza tra azione revocatoria ordinaria e fallimentare è nella principale funzione dei due strumenti. L’ordinaria ha lo scopo di tutelare la garanzia patrimoniale generica. La fallimentare, invece, ha il fine di garantire la par condicio creditorum, ovvero l’uguale diritto di tutti i creditori a rifarsi sui beni del creditore, con l’esclusione ovviamente di cause di prelazione.

Entrando più nello specifico, la revocatoria fallimentare:

  • Si può applicare solo in caso di fallimento di un imprenditore;
  • Necessita dello stato di insolvenza dell’imprenditore;
  • Comporta la revoca automatica degli atti a titolo gratuito;
  • Comporta la revoca di atti a titolo oneroso solo se:
    • Il curatore prova l’esistenza delle condizioni previste dalla legge.
    • Si riesce a provare che il terzo era a conoscenza dello stato d’insolvenza.

La revocatoria ordinaria si può invece utilizzare contro tutti i debitori, a prescindere dallo stato di insolvenza. Vi sono inoltre limiti maggiori per quanto riguarda la revoca di atti. Per annullarli è infatti necessario provare il dolo o la malafede da una delle parti in causa. Nel caso degli atti gratuiti basta provare dolo o malafede del debitore.

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