IRPEF: cosa è, come funziona e come si calcola | Telemutuo.it

Irpef: cosa è, come funziona e come si calcola

Quando si parla di reddito non si può non parlare di IRPEF, ovvero una delle tasse principali che i cittadini sono tenuti a pagare allo Stato. Che cos’è, chi la paga e come funziona?

Che cos’è l’IRPEF

L'IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, introdotta dalla riforma tributaria in vigore dal 1973 e ora normata dal Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi: si tratta di una tassa progressiva che aumenta proporzionalmente al crescere del valore del reddito. 

Ad esempio, un contribuente con un reddito che raggiunge i 15.000 euro avrà un'imposta del 23%, mentre per una persona con un reddito compreso tra i 15.001 euro e i 28.000 euro l'imposta sarà del 27%.

Come spiega l’Agenzia delle Entrate, l’ IRPEF è dovuta per il possesso di diversi tipi di reddito, che concorrono alla determinazione del reddito complessivo: fondiari, ovvero dei fabbricati e dei terreni; di capitale; di lavoro dipendente (inclusi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di pensione); di lavoro autonomo; di impresa; diversi (elencati nell’articolo 67 del Testo unico delle imposte sui redditi).

Chi paga l'Irpef

Diverse sono le tipologie di contribuenti tenuti a pagare questa imposta. Innanzitutto i soggetti passivi dell’Irpef sono i residenti in Italia con reddito maturato in Italia oppure all'estero e i non residenti in Italia con reddito prodotto in Italia.

Rientrano nella disciplina Irpef, ma non sono soggetti passivi, anche le società di persone, i cui soci devono pagare l'imposta direttamente in base alle contribuzioni (tassazione per trasparenza).

Quando e come si paga l'IRPEF

L’Irpef è un’imposta periodica dovuta per anni solari (e in alcuni casi per anni sociali). Viene versata in un'unica soluzione entro il 30 novembre se il suo valore è inferiore a 257,52 euro, altrimenti può essere divisa in due rate: il 40% entro il 16 giugno o 16 luglio (con una penale di 0,40%) e il restante 60% entro il 30 novembre.

Tutti i contribuenti pagano le imposte tramite il modello F24. Non devono invece versare autonomamente le imposte i contribuenti che presentano il modello 730 e hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), che trattiene o paga gli importi a debito o a credito direttamente sullo stipendio, a partire dal mese di luglio.

Per il calcolo dell’Irpef bisogna considerare diversi fattori che contribuiscono alla progressività. 

Per questo motivo ora parleremo più specificatamente di aliquote, detrazioni e calcolo dell'imposta nel 2022, consigliando però di rivolgersi a uno specialista per avere il calcolo esatto legato alla propria situazione personale.

Scaglioni e aliquote Irpef: quali sono

Per definire l'ammontare dell’Irpef vengono stabiliti degli scaglioni, che si basano sul reddito annuo dei contribuenti, a ognuno dei quali corrisponde una diversa aliquota di prelievo. 

Con la Legge di Bilancio del 2022 gli scaglioni sono stati ridotti da 5 a 4 e, di conseguenza, altrettante sono le percentuali di aliquota Irpef:

  • Fino a 15.000 si applica una percentuale del 23% (niente è dovuto per i redditi fino ad 8.174,00 euro, che rientrano nella cosiddetta no tax area);
  • Da 15.001 fino a 28.000 si applica una percentuale del 25%;
  • Da 28.001 fino a 50.000 si applica una percentuale del 35%;
  • Oltre 50.000 si applica una percentuale del 43%.

Calcolo IRPEF 2022: come fare ed esempio numerico

Per l’Irpef va considerato il reddito complessivo del soggetto. L’imposta lorda si calcola applicando le aliquote per scaglioni a tale reddito, al netto degli oneri deducibili (per esempio i contributi previdenziali e assistenziali o le erogazioni liberali in favore degli enti no profit).

Attenzione: dal secondo scaglione in poi le aliquote si applicano solo sulla parte di reddito che eccede la fascia dello scaglione precedente. 

Se ad esempio una persona ha un reddito di 20.000 euro l’anno, il totale dell’Irpef lorda sarà di 4.700 euro, calcolato in questo modo: il 23% di 15.000 euro (3.450 euro) più il 25% della parte eccedente i 15.000, ovvero il 25% di 5.000 euro (1.250 euro). 

A questo punto l’Irpef dovuta dal contribuente (imposta netta) si calcola sottraendo dall’imposta lorda le detrazioni previste per legge, riconosciute generalmente fino ad un importo massimo stabilito dalla normativa: ad esempio l’assegno di mantenimento per l’ex coniuge e per i figli (di età pari o superiore a 21 anni) o altri familiari a carico oppure alcune tipologie di spese sostenute durante l’anno (spese sanitarie, spese per l’istruzione, interessi per il mutuo casa, ecc). Inoltre, bisogna sottrarre i crediti d’imposta spettanti.

Irpef sulla casa: si paga?

In generale, come abbiamo visto, il possesso di immobili, fabbricati e terreni concorre alla determinazione del reddito complessivo, che sarà assoggettato a tassazione IRPEF. 

Per quanto riguarda l’abitazione principale è prevista però un’agevolazione fiscale: è infatti possibile dedurre dal reddito complessivo il reddito di tale abitazione e delle relative pertinenze, calcolato partendo dal valore della rendita catastale rapportato alla quota di possesso ed al numero dei giorni dell’anno nei quali la casa è adibita ad abitazione principale (ai fini Irpef si considera l’immobile in cui si dimora abitualmente, non quello in cui si ha la residenza anagrafica). Sia l’abitazione principale che le sue pertinenze risultano così esenti dall’IRPEF.

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