Prestito personale: come funziona e requisiti | Telemutuo.it

Requisiti necessari per la richiesta di un prestito personale

Il prestito personale è un prodotto di credito al consumo il quale prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un interesse fisso rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti.

Il prestito può essere richiesto dal cliente per diverse esigenze quali, ad esempio, l'acquisto di una macchina, di un elettrodomestico, di arredamento per la casa, per corsi di formazione o studio: inoltre, molto spesso è affiancato ad operazioni di mutuo dal quale talvolta si differenzia per la sua celerità.

Nonostante la concessione di un prestito personale non sia subordinata alla presentazione di garanzie reali, in alcuni casi può succedere che venga richiesta la presenza di un coobbligato o di un terzo fideiussore che dia maggior supporto alla pratica: inoltre, è necessario possedere determinati requisiti che analizzeremo di seguito.

Requisiti per ottenere un prestito personale

Prima di concedere un prestito personale l’istituto che lo eroga conduce delle verifiche circa la persona richiedente per assicurarsi che quest’ultima sia nelle condizioni economiche idonee al rimborso dell’importo ricevuto.

Nonostante i requisiti richiesti cambino in base alla tipologia di finanziamento e alla società presso cui ci si rivolge, ce ne sono almeno quattro che sono inderogabili e che devono essere rispettati in qualsiasi circostanza:

  • avere un’età minima pari a 18 anni
  • avere la residenza in Italia
  • avere un reddito dimostrabile
  • essere titolari di un conto corrente 

Un altro requisito che l’istituto tiene in considerazione è l’affidabilità creditizia, parametro tramite il quale gli istituti stimano il livello di rischio connesso a ciascuna richiesta, basandosi anche sulla base dei rapporti di credito forniti dalle centrali rischi: nel caso la storia creditizia del richiedente presenti ritardi nei rimborsi passati la possibilità che la richiesta venga accettata diminuisce.

Per valutare la propria posizione a livello di affidabilità chi richiede il prestito può consultare la CRIF all’interno della quale vengono riportate tutte le informazioni relative al proprio storico.

Ancora, prima di accettare la richiesta di prestito l’istituto prende in considerazione il livello di reddito del richiedente, il rapporto tra quest’ultimo e l’eventuale rata di rimborso, oltre alla capacità di corrispondere l’importo dovuto.

La richiesta viene inoltre valutata in base al rapporto tra rata di rimborso e reddito del richiedente, valore che in genere non dovrebbe superare il 30%, anche se spesso si raggiungono percentuali ben maggiori. Questi due parametri - credit scoring e affidabilità creditizia - hanno un peso notevole e determinano l'approvazione della pratica.

Eventualmente, per limitare il rischio di insolvenza da parte del debitore possono essere richieste garanzie accessorie - come ad esempio la presenza di un coobbligato o di un fideiussore.

Come sospendere le rate di un prestito personale

Solitamente un prestito personale viene rimborsato con rate a cadenza mensile il cui importo è costituito dalla quota del capitale e dalla quota di interesse; tuttavia, nel caso non si riescano più a sostenere le rate del prestito, alcune finanziarie consentono di richiedere la sospensione del pagamento.

Affinché la sospensione venga concessa è necessario che si verifichino determinate circostanze quali, ad esempio, la perdita del posto di lavoro o gravi infortuni.

La possibilità di sospendere le rate è comunque sempre inserita all’interno del contratto di credito, pertanto vi consigliamo di leggerlo attentamente. 

Cosa succede se non si pagano le rate di un prestito personale

Innanzitutto, bisogna specificare che le finanziarie sono piuttosto rigide per quanto riguarda il rimborso dei prestiti personali dal momento in cui non c’è nessuna garanzia reale a protezione del finanziamento, diversamente dal mutuo il quale prevede un’ipoteca sull’immobile che tutela, appunto, il credito erogato.

Ad ogni modo, nonostante prima di concedere un prestito l’istituto valuti attentamente la capacità di rimborso del cliente, anche consultando le banche dati e la CRIF, può capitare che quest’ultimo non versi le rate dovute a titolo di rimborso.

Solitamente le finanziarie hanno un grado di tolleranza sui ritardi nei pagamenti, magari di pochi giorni, ma spesso già dalla prima rata non pagata il nominativo del debitore verrà inserito nella lista dei cattivi pagatori. Per maggiori approfondimenti su come si viene iscritti in tale lista e come si può essere cancellati, vi consigliamo di leggere questo approfondimento sulla principale banca dati presente in Italia: “Cosa è il CRIF e cosa fa”.

Inoltre, nel caso si siano superati determinati termini previsti contrattualmente, l’istituto erogante il credito ha la possibilità di richiedere il pagamento - in un’unica soluzione - dell’importo residuo più gli interessi e altre eventuali spese.

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